Accendere una sigaretta e meditare sul fumo che sale, lento.
Un altro anno è passato.
Un altro anno.
Si innalza un filo di nebbia pian piano, e si disperde. Un anno che passa. Milioni di anni svaniti nell'attimo che separa l'inizio del balzo dalla sua conclusione. Nient'altro che stelle tutt'intorno, e buio.
Immaginare di raggiungere, attraverso infiniti balzi, un'immortalità che non esiste. C'era qualcuno un tempo che se non fosse morto sarebbe rimasto giovane per sempre.
"Nevicò e nevicò, molti giorni e molte notti. Quando mi svegliai il mondo era cambiato. Non lo riconoscevo. Mi coprii gli occhi con le mani e piansi".
Sono lenti i giorni quando siamo inutili. Stupirsi di non provare nulla alla notizia di una morte è come scoprire in noi un cancro lento che ci divora.
"Vedo nero, ma il mio nero è bianco. Bianco il mio mondo e le sue vite nere, nere e bianche, bianche e nere..."
C'è qualcuno che chiama, lontano, e il rumore di un passo... Una filastrocca strana scandita da una voce notturna... In un luogo dove c'è il mare volano gli ultimi uccelli dell'universo.
- Callin...
Senza riconoscersi dormiva nell'Eternità e sognava. Parole e musiche e immense distese d'acqua. Bonsai sulla finestra di un tempio. L'esile lunga sciabola di un guerriero esile dai tratti orientali.
- Callin...
Nessun'altra realtà, occhi che fissano il vuoto. Un cielo ancora macchiato
di un tramonto misero che non ha storia. Restano soltanto vaghi odori
come ali fragili di libellule e ragazzi candidi azzurri così maliziosamente
ingenui... - Non avrebbe alcun senso la mia vita se non ci fossero
i ragazzi... - Strati densi di fumo scendono dal soffitto che non
si vede sulla penombra umana della taverna. - Ho qualcosa da proporvi...
Tamas, mi offri un breek?... - Nel fumo un ragazzo sulle ginocchia
e mescal, una coppa, molto forte. Amici. - ...Ehi, Tamas... -
Altrove silenzio e notte. Così profonda, sconfinata. Stelle. "Non avevo
mai visto lo spazio... C'è freddo nello spazio?..." È sottile e caldo
il corpo del ragazzo contro il suo corpo. - ...Fiorellino... Come
ti chiami? - Profumo di pelle. Respiro piccolo proprio sulla sua
guancia. - ...Arcadio... - Piccola voce. - ...Un bel nome,
davvero... Arcadio... - Arcadio gli sorride giocando con una ciocca
dei suoi capelli, biondi. - E tu? Come ti chiami? - Difficile
assorbire un profumo tra le droghe e una voce così tenue nella confusione.
- Mi chiamo Callin. Cal... - Le vite si accavallano e il tempo
si confonde. "Qui c'è il mare, lo sai?" Morbida pelle tra le sabbie.
"...Come ti chiami?..." Vastità silenziose dove non era mai stato. Soltanto
le onde sulla riva bagnata. E odori. "...Shinji..." Nascono i colori
dietro nuvolette di fumo e calici. - È davvero forte questo mescal...
- Qualche rapido bacio umido sulla pelle di Arcadio così bianca.
- ...Ho qualcosa da proporvi... Tamas, un breek solo, su... -
Tamas è già lontano con un piccolo amico bruno incontrato al tavolo.
- Tamas, da fumare, ti prego... - Un sorriso vago, proprio
di fronte a lui. Sulla sua, una mano calda. - ...Lascia, Cal...
Prendi uno dei miei... - - Oh, grazie, Jay... - Fuori c'è vento,
vento di pioggia. Un pensiero ossessivo. Dolci, le onde sulla riva.
"Vuoi vedere il mare?" Eppure non ricorda. Sorrisi come petali e voci
ovattate che pronunciano nell'ombra il nome di una dea. "Vuoi vedere
il mare?" È una chiara sensazione quella che gli giunge come di un pianto
invisibile, interno. Ma non se ne cura. - Solo anche stasera, Jay?...
Come mai?... Non ti riconosco... - Un sorso di mescal dentro un
bacio di Arcadio. Antico. - ...Ehi, Jay... Non ti piace Arcadio?...
Di', non ti piace?... Se vuoi puoi prendertelo... - Occhi azzurri
che lo fissano assenti mentre sussurra qualcosa all'orecchio di Arcadio.
- No... Non stasera, Cal... - Arcadio stringe il suo guardiano.
Sul viso di Callin un'ombra di dolcezza. - Non sei più tu, Jay...
Non ti piacciono più i fiorellini? - Occhi di Jay che cercano qualcosa,
ma si abbassano. Sarebbe ridicolo. - ...Lascia perdere, Cal... Non
ti preoccupare... - Lenta scende la neve sul mare. Vagano nella
nebbia cercando un principio che non è mai esistito. "Vedo nero, ma
il mio nero è bianco. Bianco il mio mondo e le sue vite nere, nere e
bianche, bianche e nere..." Sulla sponda di un fiume cammina. C'è vento.
Foglie di pino blu portate lontano dalla corrente. - ...Jay, c'è
qualcosa che non va?... - Un antico stagno vi salta una rana il
suono d'acqua... "È una filastrocca che cantano i bambini ciechi..."
Ti viene incontro adagio per abbracciarti e tu vorresti piangere. Un
altro mondo dove non piove. - Jay... Ehi, Jay, c'è qualcosa che
non va?... - Tamas Jay Cal Arcadio... Arcadio bianco, Tamas nero,
Jay biondo... - Lascia, Cal, prendi uno dei miei... - Biondo...
Antico, Arcadio. - Oh, grazie, Jay... - Ci sono cose e volti
talmente belli che non si può che piangere al loro cospetto. Non di
tristezza, né di gioia. Gli occhi di Arcadio si fanno invitanti quando
una mano scivola sotto le vesti. Callin lo sente. - ...Si va da
me, Arcadio?... - Rapidi nel buio scivolano nel letto. Pian piano
si bagnano. - ...Sei bravo, Arcadio... - Sospiri e piccoli
gemiti sempre più umidi. "Vedere, guardare, guardare, vedere... La neve
è nera, il sole è nero, nera la morte e nera la vita... Guardare, vedere,
vedere, guardare... Nera l'alba, il tramonto nero..." - ...Jay,
non ti piace Arcadio?... Se vuoi... - Occhi profondi lagune nebbiose.
- No, Cal... Non questa sera... - Anime come bucaneve rosa
su bianco letto caldo... Corpo sottile morbido nudo stretto al suo che
insieme si muove... Preme ancora un poco, scivola e respira sulla sua
schiena umida... - ...Sei... molto bravo... - Trema piano e
lo cerca più dentro. Lo sente tremare e lo stringe più forte. Ancora
un poco... - ...Arcadio... - Ancora un poco... Una sera come
le altre. L'aria è fredda di stelle... Non è lì... "...Vuoi vedere il
mare?..." Un brivido piccolo sul fondo della città che non si vede.
E il tramonto si scioglie su un profilo di donna.