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Infinito, senza confini...né di spazio, né di tempo...
Fino a dove?, si chiese. Impossibile anche solo pensarlo. Mi posso spingere
sempre più avanti, in balzi successivi, all’infinito, senza mai incontrare
un limite... E oltre? Che ci poteva essere oltre la fine dell’infinito?
Il nulla, forse... Che forma poteva avere il nulla? L’universo era spazio
che sempre più adagio si dilatava... Non una dilatazione di qualcosa
nello spazio, ma una dilatazione dello spazio stesso...in tutte
le direzioni, senza un punto di fuga, o con infiniti punti di fuga,
dovunque, a qualunque distanza...
Era già storia dell’astrofisica il paradosso della localizzazione spazio-temporale
del mitico big bang originario, irreparabilmente perduto in un infinito
fatto di infiniti piani d’esistenza possibili a seconda del loro tempo,
sovrapponibili in eterno, o eternamente paralleli, o appena dietro l’angolo,
o a distanze inimmaginabili... Il leggendario istante zero,
l’attimo che aveva visto la luce inconcepibile della grande esplosione,
giaceva ancora in qualche luogo interdetto alla fisica umana, un luogo
prima dello spazio e del tempo, in cui lo spazio e il tempo non avevano
alcun significato, in cui nessun concetto poteva essere espresso secondo
le regole della ragione... Un luogo inaccessibile...
L’idea dell’infinito non rientrava nelle capacità intellettive umane,
Tim ne era convinto, anche se il suo simbolo, magico nastro di Moebius
dai poteri insondabili, riempiva i trattati di astrofisica e rendeva
possibili calcoli altrimenti irrisolvibili...
- L’infinito?... Dipende dal punto di vista da cui lo si guarda...
Forse non ci hai mai pensato, ma se riesci a coglierlo nella sua interezza
non è che un punto le cui dimensioni variano secondo la profondità del
tuo sguardo...
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