Frammenti
SOGNI

Dal più lungo romanzo sci-fi che io abbia mai scritto.

LA TERRA

Il lungo brivido gli attraversò la schiena, gemette, gridò sentendo il seme sprizzare fuori e bagnare prepotente il suo ventre.
Rimase immobile, ansimando, ad occhi chiusi.
Confuso... Ho fatto l’amore, pensò. In sogno.
C’era vento intorno, un vento strano. Caldo, carico di profumi che prima non aveva sentito mai, ma che gli fecero pensare vagamente al mare. Sbatté le palpebre sollevandosi seduto, senza vedere, distese le braccia lungo i fianchi, appoggiò a terra le mani e sentì nitida la roccia, anch’essa calda, come un immenso corpo nudo e fremente. Spalancò la bocca incredulo alla sensazione che percorse tutto il suo corpo.
Ho fatto l’amore...con la Terra...
Il vento passò tra i suoi capelli, scompigliandoli capricciosamente, e lui si lasciò ondeggiare in balia delle raffiche avvolto in un inconsueto torpore, incapace di afferrare saldamente la propria condizione fisica. Per nulla preoccupato... È bellissimo, pensò anzi, tenendo gli occhi chiusi... È tutto insieme, pieno, è l’inizio del mondo... Dentro di me... Poi sbarrò gli occhi, all’improvviso, sporgendosi in avanti... Fu un istante, gli mancò il fiato, annaspò nel vuoto pauroso sotto di sé e appena in tempo si aggrappò alla montagna... Guardò giù, sgomento...vide la punta dei propri piedi dondolare nel vento e sotto, lontanissimo, in fondo, il mare... Stava seduto sul ciglio di una scogliera altissima che precipitava a picco tra le onde, le gambe a penzoloni, piegato a metà verso il baratro... Trasse un lungo sospiro e distese lo sguardo all’orizzonte. Nulla. Soltanto il mare, un mare sconosciuto che si allargava a perdita d’occhio in ogni direzione, di fronte e alle sue spalle, alla sua destra e alla sua sinistra... È un’isola, pensò...sono su un’isola...
Poi, nel vento e nel mare, la voce.
È solo in questo modo che posso parlarti... Voi avete perduto la consapevolezza della mente... Il sogno è la realtà di mezzo, soltanto qui so chi sei e ti sento, anche se non è chiaro... È l’unico modo che ho per raggiungerti... Mi ascolti? Devi ascoltarmi... Quando mi sveglierò avrò dimenticato...
Lui trasalì, attonito. Non è il mio sogno, questo?, disse senza parlare. Chi sei? Dove sei? Dove siamo?... Io sto dormendo... Navigo da millenni verso il tuo mondo e sono stanco... Perché mi stai chiamando?
Il vento cadde e le onde del mare furono improvvisamente immobili.